Milvia Quadrio (mag 2014 - ago 2014)
Milvia Quadrio dipinge a modo suo ed ha messo a punto una sua tecnica, un suo particolare trattamento della materia. Tutti gli artisti, del resto, fanno così: si appropriano di una tecnica che perfezionano, poi, o mutano secondo le loro esigenze.
Pertanto, sembrerebbe superfluo parlare dei procedimenti adottati dalla Quadrio, se non fosse che si tratta di qualcosa di originale e che, in fondo, come dirò, può riallacciarsi al discorso della sua complessa personalità.
In breve: Milvia Quadrio usa – come dire? – dei grandi fazzoletti di cotone bianco che rende rigidi con un particolare trattamento di cera o paraffina. I colori sono colori naturali che filtrano attraverso la tela rendendo valido alla visione anche il retro. Di qui la coinvolgente ambiguità delle creazioni.

Vittore Castiglioni


La bellezza non è morta. Ma l'umanità consuma natura e territorio.
Insomma, se, nella scultura, Milvia Quadrio indaga sull'essere umano e il suo sconcertante comportamento, nella pittura cerca di rappresentare la natura nella sua imprevedibilità universale, nella bellezza che l'uomo vi ha aggiunto in tanti secoli, ma pure nello svolgimento, nella perdizione che le sta imponendo in questi ultimi decenni.

Eros Bellinelli


Voglio dire, insomma, che le immagini di Milvia colpiscono innanzi tutto per la loro alterità, per il loro bell'anticonformismo, vale a dire per una loro composita qualità che sorvola con indifferenza sulle regole non scritte, ma da pochissimi disattese, secondo le quali non è criticamente accettabile che un artista pratichi indifferentemente linguaggi tra loro apparentemente dissimili. Eppure, che tale sua indifferenza sia tuttavia legittima e fruttuosa (che, cioè, abbia ogni ragione di condurre in questo modo la sua scelta) è dimostrato dai risultati: dalla loro compostezza, dalla loro piena e suggestiva solidità, dalla pertinenza affascinante degli argomenti poetici evocati.

Giorgio Seveso


Nel corso della sua lunga carriere Milvia Quadrio ha utilizzato tutti i materiali, il bronzo, la pietra, il gesso, la sabbia, ma soprattutto il legno. Ha lavorato in armonia con l'ambiente e il territorio ricalcandone i misteri, i suoni e le trame. I suoi interventi scultorei amplificano le geometrie naturali, quelli pittorici ne indagano l'intricata tessitura sotterranea. Ugualmente si è interessata alla storia dell'uomo, alla memoria che trattiene il ricordo di eventi atroci come la guerra, la prigionia e le deportazioni. ("Memorie altrui" 2005)

Valeria Vaccari


Il lavoro di Milvia Quadrio è silenzioso, un silenzio scolpito di parole non pronunciate perché superfl ue se non retoriche.
Un silenzio visibile solo con lo sguardo, come il linguaggio delle labbra per chi è privo di udito.
Milvia nel suo silenzio, ha animato legno, ferro, bronzo, pietra, fieno, neve, carte, tele.
I silenzi però sono vissuti dalla luce e dalle ombre che percorrono tutte le sue opere, che aiutano ad incidere dimensioni anche gigantesche.
Il gesto è l'altro elemento fondamentale nel suo lavoro, è musicale, con variazioni e vibrazioni di tono, dinamiche di sentimenti che si proiettano e si infrangono nell'osservatore.
E' un gesto di grande spontaneità ma anche di grande preparazione come può avvenire nella meditazione zen.
Pochi artisti hanno la capacità di parlare senza urlare nel rispetto di quel silenzio personale, intimo e raffinato, che in tanti anni ha reso questa artista unica nel panorama dell'arte contemporanea.

Luca Rendina


La solitudine della vita montanara, il lungo isolamento degli inverni nevosi, le vicissitudini private l'hanno temprata e hanno reso ancora più robusta, nel corso degli anni, la sua aspirazione a ritrovare se stessa nella propria opera d'artista, lasciando macerare e sedimentare
dentro di sé le proprie storie e le proprie fantasie fino a trovare le forme, i mezzi tecnici, i materiali più idonei per raccontarle.

Giulio Martinoli



Il percorso artistico

Milvia Quadrio è nata a Campo Blenio Ticino (CH) nel 1936.
Dopo le scuole obbligatorie frequenta il collegio San Giuseppe a Lugano e l'Istituto Moderno a Bellinzona, poi l'Accademia di Belle Arti a Monte Carlo, sotto la guida di Claude Rotischer.
Compie diversi viaggi studio in Europa e in seguito vive per alcuni anni in Libano (Medio Oriente).
Attualmente vive a Olivone (Ticino). Dal 1980 possiede un atelier per la scultura e dal 1990 uno studio per la pittura, il disegno e la progettazione in genere. Per diversi anni ha insegnato a scolpire la neve e il ghiaccio.
In Italia ha tenuto corsi di scultura e land art per giovani delle scuole medie e scuole superiori.
Ha partecipato a esposizioni personali di pittura e di scultura dal 1967 in Libano, Svizzera, Austria, Germania, Spagna, Francia e Italia. Ha partecipato a diversi meeting di land art e varie performance con sculture di fuoco (Germania, Francia, Austria e Italia).




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20 agosto 2019