Aldo Ezio Conelli "detto il Moriggia" (feb 2012 - apr 2012)

Dott. Marco Hagge
Giornalista RAI, responsabile della trasmissione "Bell'Italia"

I quadri di Aldo Ezio Conelli sembrano dipinti per caso, come se si fossero formati da soli. La prima impressione è quella di trovarsi davanti una campitura di colori variegati, come capita quando si apre la finestra su un paesaggio che non si conosce. Il disegno appare in un secondo momento: è una presenza che si rivela con discrezione, fatta di pochi tratti leggeri, quasi incisioni nella materia cromatica. Materia che si addensa e si assottiglia, si adombra e si schiarisce, indicando la direzione del viaggio fra le tonalità che si succedono senza sosta, rifluendo l'una nell'altra.

In effetti, ogni quadro di Aldo è un mondo da esplorare, seguendo le tracce di un percorso coerente e ben articolato. Come in tutti i viaggi, le sorprese non mancano. Oltre la prima impressione di solidità, tutto vibra. Ogni pennellata è diversa dalle altre, in un andamento che la vis pittorica dell'artista, inquieto e incontentabile, conduce fino all'esaurimento delle possibilità offerte dal gioco dei colori, che si incontrano e si scontrano, dialogano e "dibattono" in una dialettica che è poi la ragion d'essere dell'opera.

Arte raffinata, riflessiva: ogni quadro, concepito come un piccolo trattato di filosofia (grande passione, questa, di Conelli, certamente singolare per un pittore), riesce a tradurre felicemente l'intenzione comunicativa in puri termini pittorici, con una eleganza che evita ogni rischio di "deviazioni" letterarie o peggio ancora i vicoli ciechi dell'ideologia. Ogni scoria di "significato" si consuma e diventa forma, attraverso una tecnica paziente, che nell'apparente semplicità attinge il risultato più alto: quello dell'arte che fa dimenticare se stessa.

 

 "Tre segni e quattro colori devono evocare un significato e manifestare il mistero umano"
(Aldo Ezio Conelli)

Aldo Ezio Conelli "detto il Moriggia" (nome della sua antica famiglia del Lago Maggiore) è nato a Milano nel 1936 e oggi vive più spesso possibile vicino a Volterra per poter dipingere nella prediletta Toscana, dove fa mostre personali fi n dal 1995.

Da giovane frequenta noti pittori a Milano, ma preferisce collaborare con il padre nell'impresa stradale di famiglia prima di aprire uno studio di architettura in un comune della Brianza, dove è sindaco per dieci anni. Nel 1977 si trasferisce in Ticino con la sua famiglia.

La sua passione per la pittura gli viene trasmessa fin dall'infanzia da sua nonna pittrice, che lo spinge da sempre non solo alla ricerca del Bello, ma a domandarsi il perché del Bello.
La sua è una carriera dedicata all'architettura, ma arricchita da grandi interessi per la politica, la filosofia, la storia e naturalmente la pittura, che hanno fatto di lui un artista completo; le sue opere si trovano in tutto il mondo.
Fondamentale rimane per il Moriggia l'incontro con Mario Asnago, uno dei maggiori architetti italiani razionalisti del '900 e noto pittore, che lo porta a ricercare la spazialità geometrica fondata sull'armonia. Conelli aggiunge al tentativo di esprimere Poesia, la sua appassionata conoscenza del pensiero filosofico di Maritain, Guitton, Lévinas e altri grandi pensatori.

E' stato detto: "La pittura di Conelli è particolarmente spontanea, pura, poetica. Nel paesaggio si nota una forma armonica paesana, direi toscana, che il pittore predilige e in cui c'è una forza interna di sentimenti con la quale egli vuole trasmettere il suo stato d'animo e tutta la sua emozione, che talvolta si nascondono nei valori più segreti della sua arte" (Prof. A. Lorini).    


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20 agosto 2019