Samantha Ongetta (set 2011 - nov 2011)

Le strategie di decentramento (estratto)

Uno dei principi che caratterizza la scultura moderna, distinguendola radicalmente da quella antica, è il processo di decentramento.
Questa strategia non deve essere intesa unicamente come il tentativo di ridurre l'importanza dell'intenzionalità dell'artista, ma è da ritenersi anche come la scelta di infrangere l'idea che l'opera d'arte possa essere compresa solo occupando una posizione d'osservazione privilegiata (solitamente frontale).
Atti di decentramento sono riscontrabili nel percorso scultoreo di Samantha Ongetta le cui opere possono essere assunte come paradigmi sia dello spostamento della significazione da un io interno, stabile e concreto, a un divenire che si manifesta sulla superficie scultorea, sia dell'interazione mobile ed eterogenea dell'osservatore con gli oggetti.
Un primo effetto di decentramento è messo in pratica enfatizzando il processo d'intagliatura e modellatura della materia: difatti, le gradinature, le raschiature, le impronte lasciate dalle dita dell'artista, oltre a costituire la testimonianza visiva delle modalità di realizzazione delle opere, diventano segni di riconoscimento della superficie scultorea. L'opera rimane sospesa in una precaria posizione tra il suo essere materiale bruto, ovvero grezzo e non lavorato, e l'essere opera conclusa, nel senso di contorni determinati, modellatura minuziosa e levigatura maniacale.
La Ongetta non mira a raggiungere un risultato di "non-finito", ma piuttosto aspira a "far fallire la comunicazione tra superficie e profondità anatomica", così da porre lo spettatore di fronte a "gesti che non possono rimandare logicamente a nessuna esperienza intima, anteriore e riconoscibile".
Il trasferimento dell'attenzione della struttura interna dell'opera alle modalità di intaglio o modellatura di costituzione dell'oggetto scultoreo corrisponde a una mutazione della configurazione del senso: esso non si annida più nel "sottofondo anatomico" dell'opera, ma sull'esterno. La rottura che innesca tra gli atti o le sensazioni rappresentate e i segni scultorei, fa sì che il senso scivoli sulla superficie del corpo, ovvero il luogo in cui le opere della Ongetta "significano. Ne consegue che "il senso non precede l'esperienza, ma sorge dall'esperienza stessa". Il significato di un'opera non è predeterminato e concepito da un soggetto, ma si realizza nel momento stesso in cui si fa esperienza dell'oggetto. Proprio come il "corpo" teorizzato dal filosofo Jan-Luc Nancy, il "corpo-scultoreo" della Ongetta si sottrae "alla pretesa di essere un corpo-soggetto o un soggetto-in-corpo", divenendo "ciò che è fuori", in quanto fuori, accanto, contro, presso, con un (altro) corpo, nel corpo a corpo, nella disposizione. Non soltanto da "sé" a un "altro", ma anzitutto come sé, da sé a sé … un corpo che è la spartizione e la partenza da sé a sé, è il presso di sé senza il quale "sé" non sarebbe neppure "a sé stante"".

Andrea Parravicini

 

Biografia

Samantha Ongetta è nata a Como il 2 gennaio 1968, ha conseguito la maturità artistica presso il Liceo Artistico "G. Terragni" nel 1985 e si è diplomata in scultura nel 1989 presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.

Nel 1990 intraprende la libera professione come scultore e ceramista.

Attualmente vive e lavora a Como.

Mostre ed esposizioni

1989
- Galleria Solenghi "Novum Comun" (CO)
- "Salon Primo", Castanoprimo (MI)
- "Alfa", Palazzo Pollini, Mendrisio, Svizzera

1990
- Galleria Solenghi "Novum Comun" (CO)
- Collettiva scultori, Caslino al Piano (CO)
- Collettiva "Via de Benzi", Torno (CO)
- "Clio Genius" (MI)
- Premio Begarelli, il presepe nella città (MO)

1991
- Collettiva Comune di Como
- "Comunicare in Libertà", Accademia di Belle Arti Brera (MI)
- Monumento al Beato Innocenzo XI, Famiglia Comasca (CO)
- Premio Begarelli (MO)
- Betlemme sotto di portici Vicenza (VI)

1992
- "Un'estate per i giovani" Mondadori (MI)

1993
- Esposizione Internazionale, Fortezza da Basso (FI)
- Salone del Medioevo, Olgiate Comasco (CO)
- Collettiva "Giovani per la mondialità", Carpi (MO)

1994
- Bar degli Artisti Argegno (CO)

1995
- Collettiva Comune di Como
- Collettiva Comune di Appiano Gentile (CO)
- Collettiva Comune di Cernobbio (CO)
- "Donna e Arte", Villa Camilla, Olgiate Comasco (CO)
- XIX Mostra di Via de Benzi, 2. premio di Poesia
- "Arte sotto le stelle", Varese
- Trenta ore per la vita", Como
- Meeting Maspero, Mariano Comense (CO)
- Villa Beretta Carughi, San Fermo della Battaglia (CO)
- Rassegna Arte Contemporanea, "Como Alta", Lora (CO)
- Rassegna d'Arte Autosalone Lancia, Meda (MI)

1996
- Rassegna d'Arte "Città di Bologna"
- Gran Premio Emilia, Primo premio assoluto scultura
- ExpoArteTirrenia (PI)
- "Trilogia d'Arte", Villa Carughi Beretta
- Premio San Carlo Borromeo, Regione Lombardia
- Sala espositiva Comune di Menaggio (CO)
- Personale congiunta, Villa Fondazione Carughi Beretta
- Quadriennale di Roma 1996, Sala Bramante, Roma
- Centro Esposizioni Continental Arte (PI)
- Comune di Olgiate Comasco (CO)
- San Fedele Intelvi (CO)
- Galleria Studio Arte 2, Venezia

1997
- Battistero Romanico di Lenno (CO)

1998
- Esposizione Fieristica Mi Casa, Fiera di Milano

1998/1999
- Valaderio E., progettazione d'interni (MI)
- Esposizione Fieristica Mi Casa, Fiera di Milano
- Galleria Centro Arte Bologna

1999/2000
- Opere in Permanenza Valaderio E.
- Esposizione Fieristica Mi Casa, Fiera di Milano

2000/2001
- Personale c/o Meier e Gaggioni SA, Chiasso, Svizzera

2001
- "I tormenti dell'anima", Corte Ferrario, Como


2002
- "Mearte", Collettiva scultori, Ateneo del Vino, Mendrisio, Svizzera
- Personale al "Montalbano" di Stabio, Svizzera


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20 agosto 2019