Mariano Salerno (nov 2009 - gen 2010)

dal 16 novembre 2009 al 12 febbraio 2010

Il cultore della bellezza

…Mariano Salerno costruisce le sue opere attraverso l'accostamento di oggetti, forme ed immagini che non sembrano essere uniti da alcun legame logico, tende a creare in questo modo una serie di circuiti mentali di tipo onirico o inconscio che ricalcano motivi surrealisti. In questo scenario metafisico, l'arte diventa evocazione, nostalgia, tenta un ritorno alle origini, alle tradizioni, ma vive profondamente d'inquietudine e la problematicità del suo tempo. Anche l'estetica tipicamente futurista, basata sul movimento, sulla velocità, sulla forza, sull'energia, in quel suo esaltare la realtà industrializzata, meccanica, artificiale, esprime implicitamente il bisogno dell'artista di identificarsi ed adeguarsi all'anonimato delle grandi metropoli del nord, l'esigenza di ricostruire certezze, la necessità di recuperare valori di riferimento positivi per renderli, con l'ausilio dell'arte, esperienze ancora condivisibili. Nell'intera opera di Salerno si avverte la necessità di documentare i grandi mutamenti epocali ma anche il desiderio di rimanere, con il proprio vissuto, protagonista indiscusso della sua opera, testimone del proprio tempo, l'uomo in grado di raccontare, con la sua pittura, le profonde contraddizioni del vivere, senza mai rinunciare a trasmettere la forza rasserenante e salvifica della bellezza.

Giuseppina De Maria

 

La forza positiva dell'arte di Mariano Salerno

…Come ad affermare che l'umanità si trovi sulla stessa barca, verso un destino comune, quindi coglie gli stessi attimi di gioia, di dolore di vita, nell'attesa dell'ultimo appuntamento cui nessuno, chi prima , chi dopo, si potrà sottrarre. Ma in questo viaggio coglie i colori, le forme, le sfumature che la natura ci ha donato. Salerno lo ricorda in ogni opera, in tutti i suoi quadri. Ci rammenta di ritenerci soddisfatti delle "piccole cose",
perché, a ben guardare in tutte vi è una nota di gioia, di positivo: i raggi solari che permeano i suoi lavori sono la nostra stessa forza di ragione, di vita, di affermazione dell'esistenza. Guardare un'opera di Mariano Salerno ad una mostra o nella propria casa, nell'ufficio, nello studio personale è come essersi portati una porzione di sole, una ventata d'aria salubre, una nota di umore sereno.

Bruno Belli

 

Tra il Mediterraneo e le Alpi

...Salerno comincia il viaggio della memoria, interessanti le tappe, anche se canoniche: dall'astrattismo al genere figurativo; dall'impressionismo al simbolismo di carattere metafisico al surrealismo fino al cubismo,al futurismo…! Ed è a questa corrente che sicuramente Mariano Salerno deve molto, moltissimo. Ne condivide i canoni tecnicoformali, ne ha introiettato l'ideologia e la filosofia che sottendono le scelte del movimento artistico di F. Tommaso Marinetti.
E non è un caso che lo stesso Mariano Salerno, inducendo a qualche riflessione il lettore delle sue opere,oggi parla di neofuturismo.
Se il movimento futurista nasce come reazione al Romanticismo di fine '800, anche se alcuni storici dell'arte ne vedono più una "propaggine" che non un'alternativa vera e propria, è indubbio che il Futurismo si impone per la scelta e l'uso dei mezzi espressivi assolutamente nuovi, al di fuori e contro ogni forma tradizionale e "…si propone di rendere la dinamica ed il movimento come espressione-sintesi della vita nelle sue diverse manifestazioni pratiche e spirituali, dando,in ogni singola opera d'arte, la sintesi delle impressioni nate dal soggetto di essa". Salerno corre il rischio, deliberatamente scommette con il suo essere uomo storico e del suo tempo, di riproporre e di ripercorrere strade già battute, ma procedendo per un cammino, quasi, alla rovescia partendo dai corpi, dagli oggetti, dagli ambienti per arrivare alla loro anima.

Rosario Antonio Rizzo

 

Mariano Salerno

Nato a Niscemi, in provincia di Caltanissetta nel 1941, da quasi cinquant'anni vive e lavora in provincia di Varese.
Ha frequentato l'istituto d'arte in Catania e l'Accademia di Brera a Milano.
Ha esposto in numerose mostre personali, tra le ultime in Sala Veratti a Varese e a Palazzo Verbania di Luino, e collettive in Italia, Svizzera e Germania.
Sue opere si trovano in musei e collezioni private.

 

Hanno scritto di lui:

Alberico Sala, Mario Monteverdi, Silvio Ceccato, Nino Nava, Giuseppe Giugno, Mauro Raffo della Porta, Giuseppina De Maria, Roberto Formigoni, Giuseppe Armocida, Mario Di Pietro, Bruno Belli, Rosario Antonio Rizzo, Irene Di Paola, Raffaele De Grada, Mario Portalupi, Carlo Munari, Paola Crestani, Manuel Morales, Marta Rodrigues, Diego Bravo, Marta Trinidate.


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20 agosto 2019